Femministume

“Nella mia terza età vorrei diventare semplicemente un uomo oggetto e occuparmi dell’intrattenimento di meravigliose creature. Sugli uomini condivido il pensiero di mio padre. Se il mondo fosse governato dalle donne oggi ci troveremmo in una situazione migliore. Le ritengo superiori ai maschi in tutto. Tranne in una cosa: noi siamo più bravi a raccontare fiabe, ci sappiamo fare con il lato ludico in generale” -Alessandro Gassman
“L’8 marzo, tutti noi uomini dovremmo dedicare una parte della giornata a chiedere scusa alle donne, perché ci sono secoli alle spalle, non decenni, che vanno recuperati … Qualsiasi sia il lavoro che fanno, le donne lo fanno meglio degli uomini … Quando il mondo sarà governato dalle donne sarà pacifico e più giusto” -Dario Franceschini
“Ragazza del Terzo Millennio, ti credo anche quando sei cattiva. Quando con i maschi ti comporti da maschio e ci bruci il cuore. Quando ci soffi il posto, usando le tue arti femminili con un nostro superiore; e quando sei atleticamente più forte dei nostri polmoni fumati e ci cavalchi in letti di frontiera. Ragazza del Terzo Millennio, ti consegno la bandiera del progressismo, tu sei l’uomo moderno, m’inchino.(…)Onore ai caduti per le belle donne, invece: venite con me in tribuna ad assistere all’evoluzione del genere umano! Ragazza del Terzo Millennio, nelle officine, nelle multinazionali, nelle università, negli studi professionali, tra le mura domestiche: nelle tue mani deposito il mio logoro primato di maschio. Mi raccomando, incassa il futuro anche per me. Sì, ragazza, credo alla tua leggerezza infaticabile, alle tue gambe di gazzella, al ritmo elettrico del tuo cuore d’assalto. Sei migliore di me, parli di meno, conquisti di più. Negli ultimi cinquant’anni hai posseduto tutti i traguardi maschili, attaccando i nostri secolari imperi: in campo sessuale, politico, organizzativo, amministrativo, domestico e militare. Sei ancora in minoranza, ragazza, ma sei dentro, sei ovunque, ci sei. A nome del genere maschile ti dichiaro più lucida, più generosa, più determinata, più audace, più scaltra, più colta e più creativa. Non sono femminista, né un maschilista fallito. Sono l’uomo che brucia, sono il tuo compagno, quello che ti conosce, che non ha paura del tuo grido di femminilità, né di notte,che hai il ruggito delle tigri, né di giorno, che usi la lingua del lavoro. E sono felice che tu sia avanti, perché te lo sei meritato nell’arco dei secoli, ragazza del Terzo Millennio. E so che da un momento all’altro irromperai nella stanza dei bottoni, e farai ammutolire generali e presidenti. Perché sono sinceramente convinto, ragazza, che se tu avessi in pugno già adesso le redini dell’umanità, le guerre comincerebbero a spegnersi e la grande industria a tirare. Ma questo il vecchio potere maschile non l’ha capito né troppo né poco. Non demordere, stringi i denti, sfonda i beceri luoghi comuni, il razzismo sessuale, le sacre opportunità, le pigre consuetudini. Càlati prepotentemente in te stessa, assumi tutte le tue infinite sfaccettature, disorientaci fino a farci perdere il controllo e rassicuraci assumendo tu il comando. Sei già in grado di farlo, ragazza del Terzo Millennio, senza eroismi e senza vittimismi, perseguendo fino alle estreme conseguenze il tuo essere completamente donna. Tu sei la mia speranza, ragazza, e la mia ultima bandiera. Quest’uomo di confine che ti augura di vincere, sogna di entrare nel vero Terzo Millennio con a fianco una compagna come te. Sì, è già quasi possibile, adesso, ora. Resisti, ragazza, e soprattutto: osa.” -Diego Cugia
“Il concetto di “superiore” esiste solo nelle menti inferiori, quelle maschili nel nostro caso. Quello che però non dovrebbe esistere è il concetto di “inferiore” in menti superiori, come quelle femminili.” -Massimo Mazzucco
“Le donne sono sublimi, meravigliose, fantastiche. La delizia dell’universo, del creato. Noi non vogliamo la parità tra uomini e donne. Le donne sono meglio. Sono più belle e più buone. Danno la vita, danno il latte, danno amore. Gli uomini sono all’altezza di un compito che richiede tanta cura e lo hanno ampiamente dimostrato con diecimila anni di guerre. Questo libro vuole fare giustizia di tutte le sciocchezze che si sono dette sull’inferiorità della donna. È un tributo, un’ovazione a tutto quanto femmina. Regalatelo alla donna che amate inginocchiandovi ai suoi piedi e abbracciando i suoi ginocchi. Se invece conoscete un maschio che ancora non ha capito la stupenda superiorità della donna fateglielo comprare. E passando alla cassa chiedete che non gli venga fatto lo sconto…
Donna è bello, anzi bellissimo.” -Jacopo Fo
“Sono più sagge, più determinate, più coraggiose, anche più lucide di noi uomini. Papà lo ripeteva sempre e aveva ragione: sono meglio in tutto, tranne che in una cosa… Loro non sanno scrivere e raccontare le favole. Lasciamo a noi uomini il ruolo dei pagliacci e consegniamo alle donne il compito di governare, di guidare… Sarebbe davvero straordinario. A loro il timone, a noi l’intrattenimento” -Alessandro Gassman
“C’è un’Italia in ginocchio, che gira a vuoto… Solo una donna può risollevarla, farla tornare a correre, restituirle speranza. Se oggi avessi un primo ministro donna sarei felice. Sicuramente felice. Anzi, sarebbe quasi una tentazione per rinviare la fuga, provare a vedere se avevo ragione” -Luca Argentero
“Mi trovo meglio a lavorare con le attrici che con gli attori. Fin dai tempi di Sotto la sabbia mi sono accorto che le donne sono capaci di rischiare di più nel lavoro. E poi sono più intelligenti degli uomini” -Francois Ozon
“Per chi non se ne fosse ancòra accorto, il mondo non è mai stato così donna. E del resto, se continuano a nascere di più, non è perché l’ovulo ricatta lo spermatozoo, se vuoi passare è meglio che ti metti in testa come vanno le cose. E continuano a vivere di più, e ad ammalarsi di meno, e non è che tutti i batteri, e i virus, e i vibrioni si sono messi a fare i cascamorti con loro abbagliati da qualche curva. E basta entrare in una palestra, tapis roulant surriscaldati da armoniose falcate femminili, non corrono ma ondeggiano, coi maschi più in là schiacciati da pesi più grandi di loro. E sono tristi, tristi lavori forzati con i muscoletti gonfi come povere zampogne e la faccia esaurita dei perdenti. Ma è soprattutto a scuola che i maschietti sono sotto assedio. Lasciamo stare che le ragazzine a 12 anni sono già un concentrato di grazia e moine, e i ragazzini perdutamente orfani delle braccia di mamma. Lasciamo stare la vivacità delle une e la coda fra le gambe degli altri. Ma queste ormai li accoppano in tutto, hanno già capito ciò che la professoressa ha appena detto quando quelli stanno ancòra incamerando gli ultimi labiali. Quelle sembrano delle sfacciate, quelli dei complessati. Quelle scoppiettano di domande, quelli balbettano monosillabi. Quelle tengono la scena, quelli rimpiccioliscono nei banchi. E lo dimostrano i dati degli istituti specializzati. Femminucce più capaci di comprendere ciò che leggono o ascoltano, maschi come treni a vapore di fronte all’alta velocità ferroviaria. E più capaci, le femminucce, di tirar fuori sùbito una loro idea, con i maschietti che stanno ancora a roteare gli occhi spauriti di chi non solo ha un diverso passo ma è soverchiato dalla marea montante delle compagne. Dice: ma a quell’età è sempre stato così, si sa che le donne hanno lo sviluppo prima, bisogna vedere come va a finire a vent’anni. Va a finire anche peggio, da tempo gli universitari si possono solo sognare i libretti delle universitarie, da tempo le borse di studio e i dottorati sono passati di mano… E li vogliamo vedere maschi contro femmine, o femmine contro maschi, quando bisogna prendersi un minimo di responsabilità, quando bisogna affrontare la vita di ogni giorno invece di fuggirne come conigli? I maschietti sempre in difesa anche quando diventano uomini, anzi ominicchi, quelle svergognate che li martellano di ironia, e di sfottò, e di allusioni.” -Lino Patruno
“I tempi sono cambiati e noi dobbiamo prenderne stoicamente atto. I ruoli si sono invertiti, e forse era ora che s’invertissero. Oggi, grazie a Dio, comandano le donne. Grazie a Dio perché noi uomini abbiamo dettato legge per troppi anni. Mi ci metto dentro anch’io, ma più per solidarietà ideale con il mio sesso che per altro. Io, senza averne l’aria, alle donne, in particolare a mia moglie, ho sempre ubbidito. Forse ne sono diventato anche l’ostaggio e lo zimbello, ma finalmente ho trovato quella pace che tanto desideravo. La pace dei sensi, che non è poco, e quella dello spirito, che è moltissimo. Ho capito, e non da oggi, che la vera tirannia è quella esercitata dal sesso debole su quello forte. Se non sono un massaio è perché abbiamo una colf che pensa alla casa e ne risolve i problemi. Se non sono un mammo è perché nostra figlia ha ormai trent’anni, vive a Milano, lavora, guadagna, è indipendente e non ha bisogno né di dande né di consigli. Se sono un buon marito, il migliore, il più fedele dei mariti, e il più assiduo, devoto dei compagni è per riconoscenza a mia moglie che pensa a tutto. La sera mi fa la tisana, mi misura la febbre e, se non riesce a prendere sonno, invece di contare le pecore, conta le mie presunte infedeltà. Io non l’ho mai tradita, nemmeno con la fantasia, ma lei non mi ha mai creduto, al punto che ho finito con dubitarne io stesso. […] Oggi mi cova come un pulcino attempato. Sono nelle sue mani e, detto fra noi, mi ci trovo così bene che conto di restarci il più a lungo possibile. […] I tempi sono cambiati e oggi il marito che sorprende la moglie in albergo con l’amante, non deve meravigliarsi se la donna, invece di schermirsi, di giustificarsi, di chiedergli scusa, gli risponde per le rime (ma lui cosa le aveva detto?). E a una moglie che, in quel contesto, drammatico, ma anche comico, risponde per le rime al legittimo consorte non si replica. Si chiede scusa dell’intrusione, si torna sui propri passi e, se si è veri signori e uomini di mondo, non solo si paga il conto dell’albergo, ma si manda in camera agli adulteri una bottiglia di Cristal o di dom Perignon. Con tanto di messaggio al drudo: ‘Io, marito, devo farlo, ma lei…’” -Roberto Gervaso
“Le donne hanno un modo diverso di osservare e un’attitudine nel sentirsi complici tra loro, che consente una capacità diversa e superiore al sentire maschile. Nei contrasti sono un elemento di conciliazione, anche se talvolta cedono alle insidie della gelosia e dell’invidia. Ma in quasi tutto sono superiori agli uomini, a cominciare dall’affidabilità, la costanza, la forza, la fedeltà.” -Giovanni Morandi
“Gli uomini sono inferiori. Sono erezionedipendenti” -Giorgio Albertazzi
“E’ incredibile quanto poco sappiano e capiscano i giovani maschi. Di solito non hanno gusto nell’ abbigliamento, non sanno decifrare i gesti e i sentimenti delle loro compagne, non riconoscono nemmeno la bellezza femminile. Quando fanno bene una cosa pensano di aver esaurito ogni dovere, e si aspettano solo applausi e riconoscimenti. Anche gli uomini migliori tendono a concentrarsi su un solo campito, e ottengono grandi risultati attraverso l’ eccesso, la dismisura. E’ una strada che puo’ condurre alla violenza intellettuale o fisica. La storia e’ piena di filosofi e di inquisitori fanatici, di despoti senza sentimenti morali. Di personalita’ unilaterali. E’ per questa tendenza alla dismisura che gli uomini riescono bene nel comico. Si deformano, si rendono grotteschi, mostruosi. Le donne no, cercano sempre di conservare un minimo della propria integrita’, della propria armonia.” -Francesco Alberoni
“Propongo di affidare per dieci anni in tutto il mondo il potere alle donne. Da due millenni i conflitti sono maschili, avremmo un lunghissimo cessate il fuoco” -Sami Michael
“Un bluff che dura da millenni, quello del “maschio indispensabile, ha le ore contate … Se si sparge la voce e già si è sparsa, che l’uomo è una scimmia futile, poco interessante, che non è stupido come sembra, molto di più, e che soprattutto se ne può fare a meno, è finita. Fatta eccezione per frati, fratelli e gay, resisteremo al fianco della donna solo come funzione riproduttiva o educati gorilla con carta di credito incorporata. Il che ci riporterebbe, carta di credito a parte, negli standard del regno animale, dove è la femmina che sceglie e detta legge.” -Giancarlo Dotto
“Le donne sono più forti… Se non ci fosse stata mia moglie io non ce l’avrei fatta” -Umberto Bossi
“Non ho mai capito le donne: né quando, riamato, le amavo, né quando, respinto, mi tormentavo; né quando, indifferente, subivo le loro sottili, perfide sevizie. Perché non le ho mai capite? Perché, a causa di quella tirannia che il sesso debole esercita su quello forte, nessun maschio, data l’ancestrale inferiorità, potrà mai capire una femmina.” -Roberto Gervaso
“Sono convinto che dare poco spazio alle donne in campo lavorativo sia un errore gravissimo,perché hanno una marcia in più. Del resto, si dice che dietro ad un grande uomo c’è sempre una grande donna” -Emanuele Filiberto
“È la donna che può salvare il mondo moderno da tutte le sue degenerazioni ideologiche. Il pensiero femminile, infatti, ha sempre affermato il bene del presente rispetto a un condizionato futuro, coltivato l’affettività intelligente piuttosto che la fredda razionalità, la vita piuttosto che le ideologie” -Sandro Bondi
“Io ho per l’altra metà del cielo il massimo rispetto e la massima ammirazione. Le donne sono più brave degli uomini a scuola, sono più brave sul lavoro, sono più puntuali, sono più rigorose, sono più serie.” -Silvio Berlusconi
“Le donne hanno qualità superiori agli uomini per governare il mondo di oggi. Gli uomini mantengono il potere solo perché hanno il controllo sul denaro … Duemila anni fa la forza fisica degli uomini poteva costituire una risorsa. Oggi è assolutamente inutile, mentre sono preziose le caratteristiche delle donne, che sono più forti nel dialogo, nella comprensione e in generale nelle attività intellettuali” -Umberto Veronesi
“Tanto meno mi occupo di stare a capire cosa pensano gli uomini: è la cosa meno interessante da fare nella vita. Io non so quali siano le mie paure, ma so che non ho paura delle donne, ho paura degli uomini. Mi terrorizzano gli uomini. Sono convinto che distruggeranno l’universo. Lo disturberanno a tal punto che l’universo si suiciderà … Mi faccio paura io quando penso alle femmine, quando mi guardo vivere con le femmine, quando mi sento femmina. No. Quando mi sento femmina non mi faccio paura, mi faccio paura quando mi sento maschio … Quando mi sento maschio sono proprio un pezzo di merda. Cos’è che mi fa paura della mia mascolinità? La grande intelligenza sovvertitrice. Che è un’intelligenza sadica. E allora capisco perché i maschi hanno paura delle femmine. Hanno paura di quel tanto di vita che sopravvive al loro sadismo. Una donna vive sempre un minuto in più di un uomo, ha un etto, un grammo in più di forza, di coraggio e di resistenza e dunque anche di intelligenza e quindi anche di ferocia di quanto si aspetti un maschio. Un maschio non riesce a abbattere una femmina. E di questo ha paura. Interessante l’episodio che ho sentito alla radio stamattina: uno è passato con la macchina sopra la sua ex-donna e poi le ha dato fuoco, per essere certo di averla fatta fuori. Si è voluto sincerare della sua distruzione. Non dico questo perché penso che i maschi non abbiano più niente da dire. Penso che abbiano il grosso compito di cantare il dies irae dell’universo: ci sarà un coro finale niente male. Questa è l’unica ragione per cui deve restare in vita il sesso maschile, il quale per altro è un carattere recessivo dell’umanità. Non ho dubbi … Dio da quando ha creato il maschio è lì che si dà le mazzate sui coglioni per l’errore compiuto. L’Antico e il Nuovo Testamento non sono altro che un continuo e ossessivo interroggarsi di Dio su che cazzo ha combinato. Dio interroga l’uomo sul perché non cambia se stesso e su perché non è diverso da quello che è … In realtà la costruzione maschile ancorché apparentemente solida, perché poi il sadismo si esercita coi solidi e non coi liquidi, rimane una costruzione indefinita. I maschi sono inaffidabili. Non è un carattere sociologico della generazione dei quarantenni. L’inaffidabilità dei maschi è come quella dei fuchi, degli stalloni. Nel mondo animale il maschio della specie è costretto e vincolato a regole di vita molto precise, anche spazio temporali. I maschi durano poco. Li si costringe in spazi ristretti perché non gli si può dare delle responsabilità. Se potessero assumersi delle responsabilità, gli si sarebbe data la possibilità di partorire, no? Se il creato, diciamo così per i credenti, o la natura, per gli atei, avesse trovato economicamente interessante, dal punto di vista evolutivo e della conservazione della specie, affidare al maschio la procreazione, lo avrebbe fatto. Questa responsabilità non si è mai sentita di dargliela. Le specie animali dove sia il maschio che la femmina partoriscono sono le specie più primeve, le più semplici e fossili. Bisogna rifletterci su questo. Nessuno ci ha mai pensato per quanto ne sappia. Ho avuto un colpo di genio all’improvviso. Ma in effetti è vero: se il maschio fosse affidabile, partorirebbe. Se fosse affidabile, non ci sarebbe bisogno di una differenziazione così precisa dei sessi … Per me i maschi sono sempre più stupidi. L’ultimo dell’anno sono venuti a casa mia due coppie con bambini, uno di tre e l’altro di quattro anni, e li ho trovati impossibili da sostenere. Parlo con i compagni di scuola della Valentina o della Rebecca e i maschi proprio cattivi.” -Maurizio Maggiani
“Le donne hanno delle energie che meravigliano gli uomini. Affrontano difficoltà, reggono gravi pesi, però hanno felicità, amore e gioia. Sorridono quando vorrebbero gridare, cantano quando vorrebbero piangere, piangono quando sono felici e ridono quando sono nervose. Lottano per ciò in cui credono. Si ribellano all’ingiustizia. Senza le donne finirebbe il mondo: mancherebbe la dolcezza, mancherebbe l’amore di una mamma, mancherebbe il sorriso di una fanciulla, mancherebbe la determinazione, mancherebbe la vita. Per cambiare rotta al mondo che va sempre più alla deriva, ci resta solo una speranza: portare le donne nelle stanze dei bottoni. Il colore politico non interessa perché le donne di destra, sinistra e di centro, insieme, riescono a trovare la sintesi per riportare sulla giusta rotta il mondo. La Donna si distingue dall’uomo per il carisma, la determinazione, il coraggio, la freddezza la forza, la dolcezza e la sensibilità … E’ il momento di prendere atto che la donna, anche se tenuta ai margini dal mondo maschilista, è ed è stata sempre la burattinaia e mai la burattina nella vita quotidiana. Per troppo tempo ci siamo illusi di essere cacciatori. Dobbiamo arrenderci alla realtà: noi maschi siamo stati sempre prede e mai cacciatori … In una famiglia la persona equilibrata, colei che lavora, accudisce i figli, il marito e la casa è sempre la donna, ma, spesso, professionalmente non riesce a realizzarsi perché non trova spazio, tanto che nelle grandi aziende la quota rosa è molto bassa. Anche nella politica, maschilista, ci si preoccupa di stabilire le quote rosa, questo non perché le donne non sono all’altezza ma perché la paura e il dominio del territorio politico, da parte degli uomini, fa sì che questo rimanga prerogativa maschile e maschilista. Il gentil sesso ci ha dimostrato che se riesce ad arrivare nelle stanze che contano, può cambiare anche il modo di fare politica: laddove l’uomo non riesce a dialogare ed usa solo la forza per far valere le sue decisioni, la donna sa dialogare pur essendo ferma e determinata.” -Dino Brancia
“Per la prima volta nella squadra di sceneggiatori c’è una donna, la scrittrice Valeria Di Napoli meglio conosciuta con lo pseudonimo di Pulsatilla. Beh, non siamo riusciti a difendere la categoria, che è cialtrona, i maschi stessi sono consapevoli della loro inferiorità. … Gli uomini sono sempre uguali, non crescono mai. Le donne tentano vanamente di cambiarli, una battaglia persa in partenza, perché gli uomini, lo sappiamo, restano gli stessi, eterni ragazzini. Gli uomini hanno otto anni tutta la vita” -Fausto Brizzi
“Che vergogna essere maschi. Il leit motiv del cinema dell’anno Duemila, visto almeno da Venezia, è la vergogna di essere maschio. E dunque vigliacco, misogino, mediocre e narciso, fesso e neppure buono. Incapace di esprimere sentimenti (non parliamo di passioni), l’homo insipiens della nuova era sa essere a un tempo compagno noioso, amante ridicolo e padre inesistente. Un vuoto in giacca e calzoni tenuto in piedi dalle grucce di effimero narcisismo, sempre in procinto di evaporare, che dovrebbe compensare l’abissale quanto motivata assenza di autostima … Se l’ondata di cinema antimaschilista avrà un effetto correttivo e catartico, se spingerà a migliorarci, ben venga. Altrimenti, pazienza. Come s’è già detto per i giovani trentenni ancora in casa, non avere modelli forti presenta qualche vantaggio. Quali, non s’è capito. Ai nostalgici rimane la consapevolezza di tornare a casa e, in solitudine, iniettarsi in cassetta la serie intera di Indiana Jones.” -Curzio Maltese
“Inutile nasconderlo, l’uomo e’ piu’ debole. La donna e’ cresciuta, mentre noi maschi siamo rimasti un po’ bambini anche se vogliamo fare i grandi. E’ cosi’ che nascono le incomprensioni e l’incomunicabilita’. Non vogliamo prendere coscienza che noi uomini certe cose, importanti, serie, ma non soltanto, le possiamo dire solo alle donne. E’ inutile cercare un amico comprensivo, finirebbe col darci ragione perche’ non sa neanche lui che pesci pigliare” -Pippo Baudo
“Le donne, tutte le donne, vanno amate perché le donne per un uomo, un vero uomo, sono tutto. Fisicamente meno forti di noi, sono più coraggiose, generose, determinate. Se vogliono una cosa o un uomo, questa cosa o quest’uomo, prima o poi, diventerà loro. Io, a una donna, nella fattispecie a mia moglie, con cui vivo da decenni, do sempre ragione. Le do ragione anche se ha torto. Anzi, soprattutto se ha torto. Se mi mettessi a discutere con lei, se contestassi una sua frase o un suo gesto, si avvierebbe una diatriba insostenibile. E poi, detto fra noi, credo che le donne abbiano sempre ragione. Il buon senso le rende infallibili. Hanno poi una qualità che gli invidio, e che le rende più pugnaci di noi e più vittoriose: l’ottimismo. Possono vedere grigio, ma non vedono mai nero, mentre io vedo solo nero (e non mi dia del nostalgico) … Le donne (non me ne vogliano i compagni uomini) sono superiori a noi. Non hanno, come si dice, una marcia in più: hanno in più un motore. E non un motore a scoppio. No: un motore da Ferrari o da Tornado. Teniamocele buone, le donne, tutte le donne. E se non ci è permesso di buttarci fra le loro braccia, gettiamoci ai loro piedi. Augurandoci che non ci calpestino.” -Roberto Gervaso
“La nostra scelta è stata una scelta giusta, una scelta di chi, avendo sempre avuto il convincimento della nostra maschile inferiorità nei vostri confronti, perchè siete… e l’ho sempre dichiarato, più brave a scuola, più brave all’università, più brave sul lavoro… ha tolto di mezzo questo fatto per cui una donna non potesse essere brava come un uomo più di un uomo…” -Silvio Berlusconi
“Ma c’è una violenza ancora più grave e diffusa di quella dei giovani negli stadi e nelle piazze. Non parlo qui della violenza sui bambini, di cui si sono macchiati sciaguratamente non pochi elementi del clero … Parlo della violenza sulle donne … Molta di questa violenza è a sfondo sessuale. È il maschio che crede di dimostrare la sua virilità infierendo contro la donna, senza rendersi conto che sta dimostrando solo la sua insicurezza e vigliaccheria … Giovanni Paolo II ha inaugurato la pratica delle richieste di perdono per torti collettivi. Una di esse, tra le più giuste e necessarie, è il perdono che una metà dell’umanità deve chiedere all’altra metà, gli uomini alle donne.” -Raniero Cantalamessa

 

“In molte famiglie bisognerebbe ogni tanto prendere a pugni in testa gli uomini, per farli svegliare e rendersi conto che le loro mogli fanno molto più di noi, soprattutto nel tirar su i figli.” -Barack Obama
Difficile discorrere di sessualità maschile: prima di tutto, perché gli uomini di sessualità capiscono assai poco. Nessuno si offenda: siamo vittime inconsapevoli di una cultura plurimillenaria – quella, per capirci, che mette le donne intorno al focolare a preparare il cibo e gli uomini in giro per la savana a cacciarlo. Questa ancestrale divisione dei ruoli, se lì per lì sembrerebbe premiare il maschio offrendogli una libertà (anche sessuale) che alle donne è invece negata, in realtà può considerarsi la catastrofe inaugurale del genere umano maschile. Il terremoto, che sulle ali del femminismo d’antan ha messo in discussione, ridicolizzato, esorcizzato e in parte trasformato la divisione dei ruoli fra uomo e donna, può forse aver fatto bene alle signore: di certo ha confuso i signori. I quali, abituati a cacciare e cioè a seguire l’istinto, sono decisamente impacciati e tristemente inadeguati quando incontrano non una gazzella in fuga, ma una donna. Mettiamola così: il cacciatore è veloce, ha poco tempo a disposizione e s’affida all’istinto; la cuoca ha invece molto tempo per sé, intorno al focolare e per ingannare l’attesa sogna, progetta, ascolta. In una parola, usa il cervello. E proprio qui sta il punto: nell’ineguale sviluppo, attraverso i millenni, dell’organo sessuale più importante. Che è, come ognuno sa, il cervello. E’ frase comune, al bar come negli uffici, allo stadio o nelle aule universitarie, quello che confessa, vuoi con ironia vuoi con disperazione, che le donne non si riescono proprio a capire. Vero. Non però perché siano incomprensibili, bensì perché gli uomini sono scemi: noi non capiamo le donne perché, letteralmente, siamo deficienti. Ci manca cioè una quantità sufficiente di cervello per essere all’altezza del cervello femminile (allenatosi, come abbiamo visto, attraverso secoli e millenni di “schiavitù domestica”). Quando dalle chiacchiere si passa al sesso, la débacle diventa davvero imbarazzante. Perché mentre con le chiacchiere si può anche imbrogliare(persino un idiota può apparire, se non intelligente, almeno gradevole o addirittura spiritoso), con il sesso la mancanza di cervello si fa sentire e può rivelarsi decisiva. La famigerata “ansia da prestazione”, che condanna all’impotenza interi battaglioni di dongiovanni, è l’eco della nostra stupidità: voglio dire che il poco cervello che abbiamo è tuttavia abbastanza efficiente per farci comprendere che con le donne non c’è match: di conseguenza ci invia preoccupanti segnali d’allarme, che si trasformano poi in timore, paura, imbarazzo, ansia. Da prestazione, dunque: ma da prestazione intellettuale. Facciamo bene a provare quest’ansia: perché è proprio così, siamo inadeguati; e perché essere coscienti della propria inadeguatezza è forse il solo modo per fare qualche piccolo passo in avanti.” -Fabrizio Rondolino
“Il problema delle quote rosa è un problema abbastanza inquietante, perchè è acclarata la superiorità delle donne, nessuno di noi ha dubbi sul fatto che le donne siano superiori all’uomo per ogni capacità possibile: dalla funzione domestica a quella pubblica.” -Vittorio Sgarbi
“Da quando dirigo Vanity Fair, ho scoperto un motivo in più per amare le donne. Sono mentalmente avanti, più agili, più trasversali rispetto a noi maschi, che da dinosauri ragioniamo ancora a compartimenti stagni e siamo prigionieri dei nostri pregiudizi … Le donne sanno che, per dimostrare di essere intelligenti, non hanno bisogno di fingere indifferenza verso il gossip, la moda e la french manicure.” -Luca Dini
I maschi si credono leoni, ma basta una situazione di panico a farne dei conigli. In questi giorni, guardando le immagini spaventose che arrivano dal Giappone, mi sentivo nella testa un pensiero, un ricordo che premeva per uscire. Poi ho capito. Spesso, quando mi è capitato di fare un complimento realistico alle donne, di fotografare in due parole quella che considero onestamente la situazione attuale, ho detto: «In questo momento le femmine sono superiori ai maschi in tutto, tranne nella prestanza fisica. Insomma, se un uomo e una donna devono uscire in fretta da una stanza che sta bruciando, l’uomo sgomita, spinge e passa per primo, come è sempre stato. A meno che non sia un uomo gentile, o se preferite un gentiluomo».
Stanze in fiamme, case invase dall’acqua, scale su cui salire affannosamente per mettersi in salvo, tetti e mura da cui fuggire lontano prima che crollino… quante di queste situazioni, in scala maggiore o minore, sono state vissute durante il terremoto e lo tsunami che hanno massacrato il Giappone? Quante donne dagli occhi a mandorla sono state schiacciate, scostate brutalmente, strattonate, perché c’era un maschio che doveva salvare la pelle? È difficile rispondere.
I telegiornali e internet ci mettono davanti immagini straordinarie di compostezza nipponica, dignità, superiore accettazione del destino.
La cultura profonda di questo popolo, abituato ad amare e temere la natura,
fa sperare bene; fa pensare che nel momento della tragedia a prevalere siano stati la solidarietà e il soccorso reciproco, senza distinzioni fra maschi e femmine. O addirittura (è sperare troppo?) una sensibilità particolare proprio verso le donne, mediamente svantaggiate nel momento in cui è richiesta una reazione fisica estrema, dettata dall’istinto di sopravvivenza.
Spero che in Giappone non siano successe le cose che mi sono state raccontate da donne italiane. Un’amica calpestata dalla folla che cercava di uscire da un cinema dove era scoppiato un incendio. Un’altra schiacciata contro i cancelli di uno stadio dagli ultrà che facevano ressa per sottrarsi a una carica della polizia – e aveva con sé suo figlio! Rozza, orrenda, letale prepotenza maschile all’aperto come al chiuso,  nelle strade e nelle case. Se così non fosse, che bisogno ci sarebbe di raccomandare: «Prima le donne e i bambini»? Il panico che manda in tilt il cervello, i muscoli che si gonfiano. Il ruggito del leone che si fa coniglio. Che sollievo pensare che non è sempre così.” -Raul Montanari
“L’ odio dell’ uomo contro la donna c’è sempre stato. L’ uomo infatti ha sempre invidiato alla donna la gravidanza, che e’ l’atto creativo per eccellenza. Non e’ vero che esiste l’invidia del pene, al contrario esiste, fortissima, l’invidia dell’utero. Insomma gli uomini come classe dominante avrebbero gia’ fatto fuori le donne se non “servissero” per la sessualita’. L’ arte, che e’ soprattutto maschile, altro non è che un surrogato del parto, dell’atto creativo per eccellenza” -Aldo Carotenuto

 

“Oggi si dice che nel prossimo secolo gran parte del potere politico sara’ in mano alle donne. E questo è bello, perchè solo così si può spezzare lo stereotipo, la cultura, il simbolo che ci governa e che è ormai mortifero: quello della supremazia del maschio. Certo l’uomo ha paura della donna, ne ha paura quando ha vent’anni, nell’età dell’iniziazione sessuale, ma proprio questa paura, una volta superata, è una delle strutture basilari dell’amore. E il contrario della misoginia, distruttiva e diabolica” -Ermanno Krumm
Gli uomini quindi tendono ad essere tutti terribilmente immaturi?

Si è così. Il libro descrive tanti maschi di oggi, 35-40enni che si ritrovano ad imparare la vita da ragazzine diciassettenni. Maschi eterni bambini con una patologica difficoltà a staccarsi dalla famiglia d’origine, che portano il vestito, la camicia di jeans e le scarpe da ginnastica e non sanno prendersi le proprie responsabilità. Ed in questo fra l’altro c’è anche qualcosa di autobiografico: prima di sposarmi mia madre mi chiedeva quando mi sarei sposato e le avrei dato qualche nipotino. Mi sentivo una specie di Bridget Jones al maschile.

Le donne, almeno Niki in “Scusa ma ti chiamo amore”, sembrano invece maturare più in fretta. E’ l’evoluzione della Lolita?

Diciamo che non sono più lolite. Le donne di oggi sono molto più simili alle loro coetanee europee. Sono più evolute, più documentate, più dinamiche, leggono di più, sono più aperte alla vita, ai suoi mutamenti. Credo che in questo momento loro rappresentino la parte più evoluta del paese, da cui in tanti dovrebbero prendere esempio, gli uomini soprattutto.

Descrivi benissimo i giovani pur non essendo più giovane. Racconti le donne e sembri conoscerle benissimo. Come fai?

Perché mi piacciono e le osservo. Le invidio, perché hanno più possibilità di espressione rispetto a noi, per esempio nel modo di vestire. E poi ho sempre vissuto in mezzo alle donne. Oggi ho anche delle nipoti, fra cui una quattordicenne: una stupenda rivelatrice di emozioni. Gli uomini sono pratici e crudi, mentre le fanciulle sono uno spettacolo continuo.” -Federico Moccia

“Io ho 3 figlie femmine: Sabina, Caterina e Liv Liberty. So che cosa vuol dire allevare figlie nel rispetto per tutti e in particolare nel rispetto per le donne. Negli anni Settanta e ottanta sono stato uno di quei maschi che hanno affiancato con entusiasmo un po’ masochista il femminismo, arrivando persino a scrivere (sotto pseudonimo) sulla rivista femminista “Effe”. Ho speso fiumi d’inchiostro sulla questione femminile, la dignità della donna e la liberazione femminile. Sono un maschio che ha sempre rispettato le donne e vengo da una famiglia, una cultura di maschi che rispettano le donne.” -Paolo Guzzanti
“Un uomo raramente ha il coraggio di esprimere apertamente i sentimenti, siamo stupidi, abbiamo una sciocca paura di esporci.” -Kevin Costner
“La netta superiorità della donna. Donne in corto, donne con la minigonna. Per festeggiare l’ 8 marzo, Sky ha prodotto cinque cortometraggi scritti da Matteo B. Bianchi e diretti da Max Croci che vedono come interpreti alcune protagoniste della nostra tv, rigorosamente in ordine alfabetico: Iaia Forte, Luciana Littizzetto, Marina Massironi, Justine Mattera e Carla Signoris. C’ è un sottile filo che lega i cinque episodi e affiora con finezza, nonostante la scrittura maschile dei corti. Riguarda l’ intrinseca superiorità della donna: di norma, l’ uomo chiede alla donna di essere bella, attraente; lei, invece, chiede a lui di essere almeno intelligente (e lui non sempre ci riesce).” -Aldo Grasso
“Secondo Wikipedia la femmina è: «Uno dei due generi di una specie caratterizzata da una riproduzione di tipo sessuale». Falso! La femmina è il più grande mistero che mi sia capitato di toccare con mano (niente doppi sensi please!). Altro che le piramidi di Giza, il triangolo delle Bermude o i cerchi nel grano, il vero grande mistero che avvolge tutti i maschi dalla notte dei tempi è il cervello della femmina. Quando scrivevo i miei due ultimi film, mi ero “affittato” un esemplare di cervello “femmina”, all’interno della valente e attaccabrighe scrittrice Pulsatilla, proprio per averne uno a portata di mano e provare a studiarlo. Ho capito una cosa importantissima: non bisogna cercare di capire, ma accettare la diversità, punto e basta. Se un maschio si addentra nei meandri della psiche femminile ne esce sconfitto, umiliato, impaurito e un po’ perplesso. Il cervello delle donne è come un quadro di Escher, tutto scale che si riavvolgono su se stesse, pieno di paradossi ed eccentricità, quello di un maschio invece è come una vecchia Polaroid, rispecchia la realtà in maniera anche un po’ ottusa. Ebbene sì, dopo un anno di confronto diretto con l’ universo donna, ho capito che noi (maschi) siamo decisamente diversi e… inferiori” -Fausto Brizzi
“Quel termine, donna, io so bene che significato abbia e quale sia la sua etimologia. E credo che lo sappiate tutte voi. ‘Donna’ deriva dal latino ‘domina’, che vuol dire ‘padrona’. Siete le nostre padrone. Ed è inutile che vi dica la consapevolezza che noi abbiamo di questo e di come quando entriamo nel vostro dominio, nel vostro regno, nella casa, noi sappiamo essere dei sudditi consenz… Voi siete le nostre padrone.” -Silvio Berlusconi
“E’ vero e anche in questo (film) (i maschi) fanno delle figure terribili. Ci ho provato in tutti i modi a mettere in luce le pecche delle femmine, la loro attività manipolatoria, e basta vedere la storia di Luciana Littizzetto ed Emilio Solfrizzi, ma alla fine non c’è stato niente da fare. Nonostante Pulsatilla fosse l’unica donna nel gruppo di sceneggiatori, è stata feroce e puntuale nel centrare i difetti dei maschi.” -Fausto Brizzi
Le donne sono più intelligenti degli uomini, sono splendidi mostri che, a qualunque età, non perdono fascino e mistero” -Francois Ozon
“Caro Signor Gervaso, sono un uomo ormai maturo che da qualche anno ha varcato (come dice lei) le colonne d’Ercole dell’andropausa. Non sono più il fulmine di un tempo come, a sessant’anni, credo non lo sia nessuno, ma le donne mi piacciono ancora. Da una ventina d’anni sono separato da mia moglie e non mi sono mai legato ad altre compagne. A farmi temere un’eventuale convivenza è il fatto che non credo di conoscere bene le donne e non vorrei che una simile scelta mi procurasse brutte sorprese. Lei ha fama, invece, di essere un gran conoscitore dell’altro sesso e per questo le scrivo: per cercare, con le sue parole e i suoi consigli, di penetrare meglio nel misterioso mondo femminile.” -Aristide De Giorgi

“Caro De Giorgi, ogni tanto qualcuno mi attribuisce meriti che non ho e conquiste che non ho mai fatto e che temo, a settant’anni suonati (non da molto, ma suonati), di non fare più. Anch’io, come lei, ho amato, e devo dire con fortuna, molte donne. Ma un conto è amare una donna, un conto è capirla. Le donne, per me, ma credo non solo per me, sono sempre state un arcano, non meno fitto di quello della Trinità. Le donne sono un arcano e devono restarlo perché è proprio la loro indecifrabilità a renderle intriganti, conturbanti, irresistibili. Oscar Wilde le definiva “sfingi senza segreti” e io sono d’accordo. Con una piccola chiosa: sfingi lo sono solo per noi uomini, e a ragion veduta. Niente incuriosisce e affascina di più un uomo quanto la volubilità e l’imprevedibilità femminili. La forza delle donne è la nostra debolezza. Le donne custodiscono solo i segreti che gli conviene custodire, e questi li blindano. Ma se ritengono utile rivelarli, lo fanno con somma circospezione, scegliendo confidenti ciarliere, che rendono di pubblico dominio ciò che a parole, ma solo a parole, dovrebbe restare riservato. Non è facile, forse impossibile, comprendere le donne e chi cerca di carpirne le intenzioni e le scelte strategiche, soprattutto in amore, perde il suo tempo. E ne perde tanto. Donne settarie e superficiali, fuorviate da certe ideologie, mi hanno sempre giudicato e condannato come un maschilista. Ma io non sono mai stato un maschilista. Oltre alla volontà, me ne mancano lo spirito e l’aspetto. Io, le donne, tutte le donne, di tutte le età, di tutte le etnie, di tutte le taglie le ho sempre amate perché le donne devono essere sempre amate. Le più spregiudicate biblicamente; le più virtuose (ma la castità è davvero una virtù?) platonicamente. Le donne, tutte le donne, vanno amate perché le donne per un uomo, un vero uomo, sono tutto. Fisicamente meno forti di noi, sono più coraggiose, generose, determinate. Se vogliono una cosa o un uomo, questa cosa o quest’uomo, prima o poi, diventerà loro. Io, a una donna, nella fattispecie a mia moglie, con cui vivo da decenni, do sempre ragione. Le do ragione anche se ha torto. Anzi, soprattutto se ha torto. Se mi mettessi a discutere con lei, se contestassi una sua frase o un suo gesto, si avvierebbe una diatriba insostenibile. E poi, detto fra noi, credo che le donne abbiano sempre ragione. Il buon senso le rende infallibili. Hanno poi una qualità che gli invidio, e che le rende più pugnaci di noi e più vittoriose: l’ottimismo. Possono vedere grigio, ma non vedono mai nero, mentre io vedo solo nero (e non mi dia del nostalgico). Vedo nero perché sono pessimista (ma chi è il pessimista se non un ottimista bene informato?). Mi consolo con il lavoro, un lavoro, quello di giornalista e di scrittore, che amo alla follia e che, in cambio di una dedizione totale, quasi ossessiva, ai limiti della monomania, mi ha dato il successo. Finché lavoro non mi perdo mai d’animo, anche nei momenti più difficili e drammatici. Nella vita quotidiana, nella routine sono, invece, un inetto, una nullità. Completamente privo di senso pratico, non so fare niente e, se costretto, lo faccio malissimo. Non so avvitare né svitare una lampadina, non so sbucciare una mela o una patata, non so stappare una bottiglia di vino o di champagne. Se non avessi a fianco la moglie che ho sarei uno sbandato e vivrei come un barbone. Le donne (non me ne vogliano i compagni uomini) sono superiori a noi. Non hanno, come si dice, una marcia in più: hanno in più un motore. E non un motore a scoppio. No: un motore da Ferrari o da Tornado. Teniamocele buone, le donne, tutte le donne. E se non ci è permesso di buttarci fra le loro braccia, gettiamoci ai loro piedi. Augurandoci che non ci calpestino.” -Roberto Gervaso

In realtà, è vero che nei miei libri le donne sono sempre più intelligenti, più forti, più sensate degli uomini. Sarà forse perché sono cresciuto circondato di donne: quattro sorelle e una madre, potenti, con una personalità forte. Però d’altra parte ho anche sempre avuto l’impressione che le donne sono più legate alla realtà, più attente a risolvere i problemi concreti della vita” -Javier Cercas
Sono superiori gli uomini o le donne? Io personalmente non ho dubbi: oggi le donne sono superiori. … La donna lavora, studia, legge, si tiene informata, si occupa della sua casa, della pulizia, della bellezza del suo corpo, dei suoi capelli, del suo trucco, ma anche dei figli, dei rapporti emotivi, degli amici. Crea un tutto armonico fisico e psichico, un ambiente vitale. L’uomo non sa farlo. Per questo, senza l’aiuto di una madre o di una moglie, non riesce a sopravvivere. Quando resta solo la sua casa diventa una caverna. Quando va in pensione crolla e, senza una donna che lo aiuta, si abbrutisce e muore” -Francesco Alberoni
Non solo le donne sono migliori degli uomini, geneticamente o per cultura, ma hanno partorito l’ assistenza sociale d’ America, vera e profonda radice che assicura agli USA stabilità e ricchezza che continuano a mancare all’Europa, ideologica, balcanica, faziosa e maschile. La battaglia per l’uguaglianza è finita, agli uomini non restano che i piagnucolosi raduni organizzati dal poeta Robert Bly, dove energumeni tinti con i colori di guerra si abbracciano e baciano seminudi alla ricerca del “Padre perduto”" -Gianni Riotta
Egregio Dottor Gervaso, le chiedo di trattare l’argomento della “superiorità femminile” nei rapporti di coppia, e non solo, e la sua evidente manifestazione sia in privato che in pubblico. Per “superiorità femminile” intendo come prendere decisioni o convincere gli uomini a fare o non fare determinate cose. Quando si affronta questo argomento, molte persone, naturalmente uomini, pensano e asseriscono che non è vero, che sono io ad avere una visione distorta. A me sembra un nascondersi o un non voler ammettere tali situazioni forse perché imbarazzano l’intera specie maschile. Personalmente le dico che con mia moglie c’è un ottimo rapporto di coppia, sotto ogni aspetto. Però, ad esempio, se lei decide di andare da sola con le amiche a cena o in discoteca, io devo necessariamente rimanere a casa a guardare le bambine e a fare altro. Fino a qualche anno fa erano le donne che di solito restavano a casa e gli uomini andavano all’osteria (siamo una coppia rispettivamente di quaranta e trentasei anni). Non so se sono stato chiaro, ma desidero essere aiutato da lei che ha sempre risposte convincenti.” -Lettera firmata

“Non è stato chiaro: è stato chiarissimo. E io cercherò di aiutarla, ma non più di tanto. E sa perché? Perché ormai hanno vinto le donne, ormai la partita è chiusa. Ma le dirò che non mi dispiace. Io, nella vita ho comandato poco. Quando conobbi mia moglie nel secolo scorso, per qualche tempo comandai, o ne ebbi l’illusione. O, piuttosto lei, Vittoria, me lo fece credere. Quanto era faticoso prendere le decisioni, soprattutto quelle importanti. Che sforzo, e che coraggio, dire l’ultima parola. Poi, le cose sono cambiate. Un po’ perché le ha volute cambiare mia moglie, un po’ perché io non vedevo l’ora che qualcosa, nel nostro rapporto di coppia, cambiasse. Oggi, e non da oggi, chi tiene in mano il bandolo della matassa domestica, e non solo domestica, è Vittoria. Io, che ho sempre temuto di essere incapace, mi sono accorto di esserlo davvero. L’unica cosa che so fare, e penso abbastanza bene, è scrivere. Per tutto il resto, e il resto è tanto, sono negato. Non so attaccare un chiodo o un bottone, sturare un lavandino, svitare o avvitare una lampadina, cuocere un uovo à la coque o all’occhio di bue, lavare un paio di calzini o stirare una camicia. Sono una nullità e, quel che è peggio, o meglio (per me, meglio), non ho alcuna intenzione d’imparare ciò che mia moglie vorrebbe insegnarmi. Sono completamente nelle sue mani. A volte, per mia scelta, in sua balia. E’ lei che decide cosa devo fare e cosa non devo fare, chi devo vedere e chi no. E’ lei che seleziona gli amici e gli inviti. E’ lei che mi accompagna dal sarto, scieglie le stoffe e il taglio degli abiti che al suo fianco, fiero di lei e un po’ anche di me, indosserò. E’ lei che mi dice: “Quest’anno andremo in vacanza a Capri o a Taormina o resteremo a Roma” per non lasciare solo il burino Poldo, il nostro meticcio raccolto vicino a una discarica a Reggio Calabria. E’ lei, insomma, che fa e pensa a tutto. Io non conto niente, e meno ancora voglio contare. Io credo, anzi ne sono convinto, che le donne oggi comandano non solo perché fino a ieri hanno ubbidito. Oggi le donne comandano perché i tempi si sono fatti difficili e, quando i tempi richiedono sforzi maggiori, più grinta e più fantasia, se la cavano meglio, molto meglio di noi, che spesso ci perdiamo in un bicchier d’acqua. E non in un bicchiere d’acqua mezzo pieno: in un bicchier d’acqua mezzo vuoto. Mia figlia ha trent’anni, vive e lavora a Milano al Tg5, e se la sera mia moglie andasse a cena o in discoteca con un’amica, io non dovrei badare a nessuno, o solo al cane. Ma mia moglie a cena da sola con un’amica non ci va. Se ci va mi porta con sé perché non si fida di lasciarmi a casa, temendo, a torto, che, profittando della sua lontananza, per quanto breve, esca a mia volta con un’altra (ma chi?). Le discoteche le detesta, non ci ha mai messo piede, come non ci ho mai messo piede io per la stessa ragione. Viaggia molto, questo sì, ma non per divertirsi, anche se viaggiare le piace: per lavoro. Fa le pubbliche relazioni per grandi multinazionali e questo la porta spesso fuori casa. Anch’io, come lei, non mi lamento. Un po’, le ripeto, perché Vittoria, pensando a tutto, mi consente di pensare solo a lei e al mio lavoro. E poi perché ha non una marcia, ma un motore turbo, in più. Se non sono il suo schiavo è perché lei non è una tiranna. Ma se dovessi diventarlo, benedirei il mio stato. E adesso devo proprio lasciarla. L’ora di cena si avvicina e non ho ancora apparecchiato la tavola. L’unica cosa, oltre a scrivere, che so fare. Me l’ero dimenticato.” -Roberto Gervaso

“Col premier abbiamo litigato tutto il giorno: volevano fare andare in pensione le donne da subito all’età degli uomini. Io ho detto a Silvio ‘Guarda che le donne sono più importanti degli uomini‘.” -Umberto Bossi

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Redazione on 01/01/2012 at 08:00.

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